Un esempio di azienda leader che contribuisce all’Open Source per il suo business

Sicuramente leggendo il titolo il primo pensiero è stato di quale azienda si parlerà? Dopotutto anche Microsoft è molto attiva e contribuisce all’ecosistema open source, tra l’altro è l’organizzazione più attiva.

Oggi vi voglio parlare di un azienda invece che contribuisce all’ecosistema contribuendo in progetti terzi avendone un ritorno. Solitamente rilasciare i propri progetti è lodevole ed importante ma anche contribuire in quelli altrui lo è altrettanto e spesso ci si dimentica di questo fattore, se ne parla solo in progetti molto grandi come il kernel Linux o specifiche distro.

Stavolta vi parleremo di Steam.

Per chi non conosce Steam è il più famoso marketplace per la vendita e distribuzione di videogiochi in formato digitale che distribuisce su Windows, OSX e Linux.

Da tempo Steam ha realizzato una sua Steam Machines che è un computer con hardware specifico che utilizza una versione di Debian modificata per includere il suo client dedicato.

Si può quindi dire che Valve (l’azienda proprietaria di Steam e anche di famosi saghe videoludiche come Half Life) include l’open source ma anche il suo sviluppo direttamente in casa.

Da tempo Steam promuove il supporto per i videogiochi anche per Linux (ci sono molti grandi marchi che lo hanno fatto) in modo tale da avere un maggior offerta nelle sue Steam Machines ma anche per gli utenti Linux e spesso anche OSX come effetto secondario.

Quindi possiamo dire che per i suoi stessi fini sta lavorando per contribuire ad un maggior supporto del sistema Linux per i videogiochi, che per anni è stato un tabù.

Un annuncio recente spiega come oramai da due anni Steam contribuisce allo sviluppo di Wine. Per essere più precisi si tratta di una versione modificata di Wine con le loro integrazioni specifiche disponibile su GitHub.

Lo stesso annuncio spiega che gli sviluppatori che necessitano di integrazioni specifiche o di fare test più approfonditi possono integrare questo progetto all’interno dei propri giochi oppure utilizzare la versione già inclusa nel client. Un altro vantaggio dimostrato dal rilasciare componenti open source di soluzioni più complesse per aumentare la rete di distribuzione e supporto.

Proton, il nome di questo progetto, è stato realizzato in collaborazione con l’azienda che porta avanti lo sviluppo di Wine. Nello specifico hanno contribuito in

  • vkd3d[source.winehq.org], l’implementazione di Direct3D 12 basata su Vulkan
  • I ponti API nativi di OpenVR e Steamworks
  • Diverse soluzioni a problemi di funzionalità e prestazioni di wined3d per Direct3D 9 e Direct3D 11
  • Compatibilità rivoluzionata per modalità schermo intero e controller.
  • Le patch “esync[github.com]“, per migliorare le prestazioni multithread.
  • Lo sviluppatore di DXVK fa parte del nostro gruppo dedicato alla grafica open source a partire da febbraio 2018
  • Il gruppo di grafica open source ha fornito supporto diretto per trovare una soluzione ai problemi di driver Mesa che influivano su DXVK e fornito implementazioni prototipo per nuove funzionalità Vulkan per migliorare il funzionamento di DXVK
  • Collaborazione con i nostri partner di Khronos, NVIDIA, Intel e AMD per coordinare il supporto delle funzionalità e dei driver Vulkan

Hanno realizzato un fork non solo per via delle loro integrazioni personalizzate ma anche perché alcune modifiche non rientrano nel progetto Wine anche se non è specificato di cosa si tratti.

Quindi a parte la questione compatibilità e quali giochi lo supportano/supporteranno (spiegato nell’annuncio) possiamo avere una chiara dimostrazione che realizzare, distribuire e contribuire a progetti open source (anche altrui) ha un ritorno nel proprio business.

In questo caso vediamo che un azienda leader ha potuto fare da mediatore tra altre per migliorare la compatibilità degli altri software/driver/progetti che utilizziamo anche al di fuori di Steam.

Immaginiamo tutti gli esempi passati, stavolta che coinvolgono un punto che è stato dolente in Linux, i driver grafici e videogiochi.

Se tutti grandi player facessero altrettanto la situazione potrebbe migliorare e cambiare molto facilmente e non ce ne renderemmo conto, tanto che Steam stessa suggerisce di provare la nuova soluzione per i giochi Windows su Linux.

Speriamo di leggere altre notizie di questo tipo, anche se in questo caso si tratta di simulare un ambiente closed su Linux per giocare ad altri software proprietari (i videogiochi). Niente ci impedisce di sperare in un futuro che gli stessi giochi vengano rilasciati come open source (come è successo con Doom o Duke Nukem) o che qualcuno realizzi un clone open source che riutilizzi gli asset del gioco originale e che sia più bello di prima.

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