Il costo della trasparenza del software libero e/o open source

Quanto costa il software libero e/o Open Source?

Una domanda molto comune per gli esperti perché la maggior parte dei clienti quando leggono free o open source pensano subito “É gratis!”, a prescindere dal fatto che il sofware sia web, desktop o mobile.

Effettivamente questa leggenda metropolitana sul fatto che il software open source sia gratuito la diffondiamo, sia noi produttori di software che noi fornitori di servizi. Dopotutto sponsorizziamo ovunque il fatto che scaricarlo e provarlo è gratuito perché ci serve nella promozione, e non richiediamo una email per inviare una versione di prova del software per qualche giorno.

Ci stiamo dando la zappa sui piedi per usare un termine molto (poco) tecnico, però ci porta la notorietà e ci permette di crescere facilmente anche senza aiuto di pubblicità in caso.

Tornando alla domanda iniziale effettivamente quanto costa un software open source?
Partiamo dal presupposto che un software open source non è detto che debba essere gratuito, infatti la GPL specifica che il software deve essere rilasciato e che segua le 4 regole per il riuso e modifica ma non se debba essere a pagamento. La stessa licenza GPL ci permetterebbe di decidere di rilasciare il codice sorgente dietro richiesta protocollata o anche in cambio di una email.

Premettendo che far funzionare del software richiede conoscenze tecniche, dalla installazione al capire come usare il software e come farlo funzionare per i propri bisogni. A queste si aggiungono le conoscenze per estenderlo, programmando le cose che non sono incluse o disattivando e rimuovere le funzionalità non necessarie.

Bisogna pensare anche al costo di funzionamento, ad esempio il server, la suite di software o servizi da abbinare, ed eventualmente anche i domini.

Non dimentichiamoci inoltre del marketing per promuovere il software presso i nostri clienti o anche all’interno della nostra azienda, perché andrà spiegato come usarlo e perché si sta utilizzando.

Non dimentichiamoci del supporto, in caso di problemi dobbiamo poter risolvere il problema e quindi poter intervenire in modo avanzato o veloce a seconda delle necessità.

Oramai avremo capito che il costo di un software open source esiste, solo che non è trasparente come quanto pagare una licenza.
Effettivamente con un software proprietario avremo gli stessi costi, solamente che non è detto che il software proprietario sia estendibile, modificabile e che venga messo a disposizione il codice sorgente. Oltre che in caso di necessità di supporto è necessario appoggiarsi a terzi perché non si ha il codice a disposizione.

In poche parole non abbiamo le 4 libertà del software libero, che è ora di ripassare insieme:

  • Libertà di utilizzare il programma per ogni tipo d’uso
  • Hai accesso al codice sorgente, libertà di studiarlo e di modificarlo
  • Libertà di distribuirlo
  • Libertà di distribuire copie modificate a chiunque

Prendiamo qualche software che è nato da un altro, e di cui forse non conosciamo le storie: Firefox nasce dalle ceneri di NetScape (il primo nome infatti era Phoenix), WordPress nasce da un fork di un altro progetto, OpenSSH lo standard per le connessioni SSH è un fork di… SSH (che non era libero), LibreOffice che nasce da OpenOffice.
Il fattore codice disponibile quindi ha permesso con questi pochi esempi di cambiare il mondo informatico.

Il fattore distribuire copie a chiunque può essere scontato, ma ci sono casi documentati in cui anche se il software è open source, a causa di leggi statali può essere bloccato, come è successo con Asterisk.

Queste libertà in quanto tali hanno cambiato il mondo digitale ed in particolare anche il mondo aziendale. Ad oggi nelle grandi aziende è comune spiegare i casi in cui il software o servizio non ha funzionato creando gravi problemi, vedasi questo elenco di post mortem.
La necessità di trasparenza anche in ambito SaaS o proprietario è diventata obbligatoria per poter rafforzare la professionalità del proprio marchio e di quello che c’è dietro.

Anche in ambito governativo il whistleblowing, una parola contorta che significa “segnalatori di allarme”, è un esempio di questa evoluzione sulla trasparenza.

Anche lo stato Italiano si sta adeguando finalmente con regole che forzino gli enti statali e le aziende a rilasciare il proprio software con modalità open per poterlo riutilizzare e risparmiare e abbandonare il catalogo del riuso.

Non dimentichiamoci questa esigenza di trasparenza anche per i colossi di internet dopo la faccenda Cambridge Analytica ma anche con la GDPR che sta trasformando il mondo da una legge europea.

Quindi la vera domanda da porsi oggi è: Quanto costa la trasparenza di un software libero?

Pensiamo ad una pizza mangiata e digerita senza chiedere gli ingredienti e verificare la provenienza.
Non potremo scoprire se il pizzaiolo utilizza ingredienti DOC/DOP ad esempio, se contiene alimenti allergici di cui ci accorgeremo il giorno dopo, se è fatta in un posto con criteri di qualità diversi dai nostri.
Potremmo prendere come esempio la Coca Cola, tutti la beviamo ma la ricetta è segreta, sappiamo che contiene caffeina, zuccheri e altro ma io ho visto una catena arrugginita da 30 anni dopo una settimana di immersione tornare nuova.

Quindi come ogni software abbiamo dei costi di servizio, ma abbiamo delle libertà in più dovute alla possibilità di poter intervenire sul codice e risolvere i problemi in prima persona oppure chiedere aiuto ad una comunità sempre a disposizione. Queste libertà nel software open source sono disponibili di base senza costi aggiuntivi e dobbiamo promuoverle perché ci permettono di poterci porre sul mercato in modo diverso.

In poche parole queste 4 libertà valgono il risparmio del costo della licenza, e questo risparmio possiamo reinvestirlo sul software stesso a seconda delle nostre esigenze oppure in altro.

Non volevo concludere con la battuta scontata ma ricordiamoci che internet funziona grazie a Linux perché tutti i router che abbiamo in casa, al lavoro o in aeroporto si basano su Linux o OpenWRT.

Noi come associazione nazionale stiamo lavorando per creare questa rete di professionisti che utilizzano, sviluppano e contribuiscono al software open source in nome di questa trasparenza che ha permesso anche a chi non lo sa di beneficiare di questi vantaggi.
Quindi se vuoi portare la tua esperienza all’interno della nostra associazione non esitare ad iscriverti o partecipare al nostro progetto Industria Aperta. Siamo pronti ad ascoltare qualunque suggerimento o idea!

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