Ricostruzione trasparente: da open source a openness per fare crescere la comunità.

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Nei trenta e più anni di attività la “comunità” open source ha fatto molto per diffondere la cultura della condivisione della conoscenza, oltre a permettere a “chiunque abbia voglia di studiare” di utilizzare tecnologie di qualità enterprise, sostenendo solo un’equa parte dei costi di sviluppo e manutenzione delle tecnologie.

In questi trent’anni le tecnologie open sono state il principale fattore abilitante dell’espansione della rete Internet, dalle infrastrutture materiali che compongono i nodi di interscambio della rete internet, i cosiddetti “Internet Exchange Point”, all’HTML 5 che consente lo sviluppo di applicazioni visualizzabili da qualsiasi dispositivo, oltre che dalle tecnologie smart come orologi e televisori.

Internet, permettendo lo scambio di conoscenza fra gli utenti, ha creato nuove comunità ispirate al modello open source, ugualmente impegnate sul fronte della condivisione e della mutualità, ma slegate dai temi dell’informatica “infrastrutturale” che è la natura stessa delle comunità open source.

Comunità dell’openness come Wikipedia e  Open Data Sicilia sono fantasticamente vicine ai bisogni immediati e materiali degli utenti comuni, condividendo preziose informazioni sui territori in cui viviamo.

Immediatamente dopo il terremoto la comunità italiana dell’openness, aggregata dall’associazione umanitaria no profit “Action Aid“, ha creato il portale “Terremoto in centro Italia“, per permettere agli utenti di:

Segnalare richieste di aiuto, donazioni di beni e servizi, offerte di alloggi, raccolte di fondi.
– Elencare i fabbisogni delle comunità colpite dal terremoto.
– Raccogliere le offerte di alloggi e altri beni.
– Raccogliere fondi per progetti di ricostruzione.
– Segnalare le notizie false.

L’impegno della comunità dell’openness per il centro Italia è poi proseguito con “Ricostruzione Trasparente”, un crowdfunding dell’associazione Ondata per la realizzazione di una piattaforma partecipativa per il monitoraggio della ricostruzione del centro Italia dopo i terremoti.

La piattaforma  “Ricostruzione Trasparente” aggregherà dati sulla ricostruzione da varie fonti, dagli albi pretori dei comuni al sito del commissario per la ricostruzione, in modo da incrociare i dati ed effettuare il monitoraggio dei fondi spesi.

Se si va a vedere il curriculum dell’associazione per la promozione della trasparenza e della cultura dei dati attraverso le competenze digitali e il giornalismo investigativo “Ondata”, ci si imbatte nell’analogo progetto “Confiscati Bene”, una piattaforma per la raccolta dei dati, l’analisi ed il monitoraggio dei beni confiscati alla mafia, denunciare lo stato di abbandono di un bene confiscato nel proprio comune.

Con la piattaforma di “Confiscati Bene” è possibile visualizzare la mappa con il numero dei beni confiscati nei territori amministrativi italiani, navigare i dati aggiornati al 2015 sui beni confiscati in ogni regione, provincia e comune.

Ma se solo si va a scavare appena in fondo alla home page di “Confiscati Bene”, ci si accorge che la piattaforma è realizzata con il software open source “Dkan”, rilasciato con licenza GPL 2 e basato su uno stack composto dal linguaggio di scripting PHP + dal database MariaDB + Linux Server.

L’Open Source ha generato l’Openness ed ha risposto al bisogno degli utenti di monitoraggio dei beni confiscati alla mafia.

Si tratta di una straordinaria opportunità per tutti gli attori dell’open source di spiegare agli utenti l’importanza nella vita reale delle tecnologie che la comunità ha creato negli ultimi trent’anni.

Progetti come OpenStack o Docker sono fantastici perchè hanno abilitato le moderne architetture cloud con le quali tutte le aziende pubbliche e private stanno reinventando i loro processi interni ed i servizi che offrono ai clienti, ma non possono arrivare da soli al cuore dell’utenza comune.

E’ necessario che la comunità open source faccia un passo avanti, accogliendo gli utenti nei progetti dell’openness, prima che questi utenti successivamente possano fare il passo indietro di risalire la “catena del valore” che ha permesso di cambiare la loro vita.

Per questo è opportuno sostenere il progetto di “Ricostruzione Trasparente”, perchè in un momento così difficile per il paese, può con la sua mutualità e con la sua concretezza nella risposta ai bisogni immediati dei cittadini, dimostrare il valore della comunità che abbiamo costruito negli ultimi trent’anni.