Industria aderisce alla campagna “Public Money, Public Code”

Come Associazione Industria Italiana del Software Libero abbiamo da statuto il compito di “promuovere l’adozione del software libero presso le aziende italiane, pubbliche e private e presso le pubbliche amministrazioni”.
Per questo abbiamo aderito con entusiasmo alla campagna della Free Software Foundation Europe dal titolo “Public Money, Public Code“, firmando la seguente lettera:
    
    “I servizi digitali offerti ed usati dalle nostre amministrazioni pubbliche sono l’infrastruttura critica delle nazioni democratiche del 21mo secolo. Allo scopo di istituire sistemi affidabili, gli organi pubblici devono assicurarsi di avere pieno controllo sul software e sui sistemi informatici al cuore della nostra infrastruttura digitale statale. Tuttavia, proprio ora, ciò accade raramente a causa di licenze software restrittive che:
  • Vietano la condivisione e lo scambio di codice finanziato pubblicamente. Ciò impedisce la cooperazione fra le amministrazioni pubbliche ed ostacola ulteriori sviluppi.
  • Supportano monopoli attraverso l’ostacolo alla concorrenza. Come risultato, molte amministrazioni diventano dipendenti da una manciata di compagnie.
  • Rappresentano una minaccia alla sicurezza della nostra infrastruttura digitale vietando l’accesso al codice sorgente. Ciò rende estremamente difficile, se non addirittura impossibile, la rimozione di backdoor e la chiusura di falle di sicurezza.
Abbiamo bisogno di software che promuove la condivisione di buone idee e soluzioni. In questo modo saremo in grado di migliorare i servizi IT per le persone di tutta Europa. Abbiamo bisogno di software che garantisca libertà di scelta, accesso e concorrenza. Abbiamo bisogno di software che aiuti le amministrazioni pubbliche a riguadagnare il pieno controllo delle propria infrastruttura digitale critica, consentendo loro di diventare e rimanere indipendenti da una manciata di compagnie. Questo è il motivo per cui invitiamo i nostri rappresentanti a supportare il Software Libero/Open Source nelle amministrazioni pubbliche, perché:
  • Il Software Libero/Open Source è un moderno bene pubblico che consente liberamente a chiunque di usare, studiare, condividere e migliorare le applicazioni che usiamo tutti i giorni.
  • Le licenze Software Libero/Open Source forniscono una salvaguardia contro la dipendenza (lock in) da servizi di specifiche compagnie che usano licenze restrittive per ostacolare la concorrenza.
  • Il Software Libero/Open Source assicura che il codice sorgente sia disponibile cosicché backdoor e falle di sicurezza possono essere sistemate senza dipendere da un singolo fornitore di servizio.
Gli enti pubblici sono finanziati tramite le tasse. Essi devono assicurarsi di spendere i finanziamenti nel modo più efficiente possibile. Se è denaro pubblico (public money), allora dovrebbe essere pubblico anche il codice sorgente (public code)!
Questo è il motivo per cui noi, i firmatari sotto, invitiamo i nostri rappresentanti a:
“Implementare leggi che richiedano che il software finanziato pubblicamente e sviluppato per il settore pubblico sia reso pubblicamente disponibile sotto una licenza Software Libero/Open Source.””
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Vi è da precisare, che in Italia attualmente da parte della Presidenza del Consiglio, in accordo con il terzo piano di azione per l’Open Government di cui avevamo parlato in questo post, è in corso l’iniziativa Developers Italia, che si propone supportare la comunità  degli sviluppatori di servizi pubblici con strumenti che favoriscono l’innovazione aperta, come un Repository GitHub, una documentazione Read the Docs ed un Forum Discourse.
L’iniziativa della Presidenza del Consiglio al momento ha prodotto come risultato un innovativo Piano Triennale sull’Informatica nella Pubblica amministrazione  di cui stiamo vigilando l’attuazione,  soprattutto grazie agli strumenti sopra citati (il Repository GitHub, la documentazione Read the Docs, ed il Forum Discourse) che permettono una trasparente ed oggettiva visione dello stato di avanzamento del Piano Triennale.
Da un punto di vista degli strumenti che garantiscono la libertà nei servizi digitali, l’iniziativa del governo italiano al momento sembra carente sulla realizzazione di una “Api Sandbox” annunciata per la piattaforma Developers Italia e non ancora andata in produzione, e per la mancanza di una normativa che garantisca il rilascio degli open data inclusi nel “Paniere di Dataset Open Data, si vedano le discussioni su: