Un’analisi veloce su Open Source Observatory 2016 dell’UE

L’Unione Europea è una grande unione di forze che agisce anche in ambito open source.

Ed ogni anno rilascia un analisi dello stato riguardo i trend e le migrazioni oltre che status delle amministrazioni pubbliche riguardo l’open source.

All’interno della Unione Europea esiste un osservatorio sull’Open Source che si occupa di aggiornare e promuovere tematiche che a noi interessano.

Ogni anno rilascia un documento riassuntivo dell’anno passato quindi vediamo di fare una analisi veloce!

A parte il fatto dimostrato da TechEconomy che per redigere il documento è stato utilizzato software proprietario vediamo di analizzare il contenuto. Nel frattempo dopo averlo segnalate (da me) il documento è stato aggiornato ed ora l’indice funziona correttamente.

Il documento riporta un riassunto breve della situazione di diversi paesi tra cui l’Italia.

Nelle quasi due pagine dedicate al nostro paese si parla di due argomenti:

  • LibreDifesa
  • Articolo 68 del Codice di Amministrazione Digitale del 2013

LibreDifesa

Di cui si è parlato abbondantemente ma vi lasciamo un link di Agid a riguardo.

Si tratta di una migrazione della suite di office a LibreOffice in migliaia di postazioni del ministero della difesa che permetterà di risparmiare sui 26-29 milioni di euro nei prossimi anni.

Il progetto inoltre include una formazione di formatori all’interno del ministero per aiutare nella migrazione con la realizzazione di un corso online per 150000 persone.

Spiegato in due righe è una minimizzazione di quanto fatto per cui potete approfondire leggendo il diario di migrazione.

Il dettaglio da notare in tutta questa migrazione è che la questione monetaria è stata secondaria rispetto alle altre motivazioni fornite dal ministero.

Ho potuto partecipare alla ConfSL in prima persona ed ascoltare il Generale Sileo parlarne quindi vi lascio alle foto delle stesse slide:

Possiamo vedere che la legge è al primo posto e la seconda è non essere bloccati dal fornitore di software ed in conclusione l’utilizzo di uno standard per i documenti.

L’ultimo punto riguarda proprio la gestione dei fondi del ministero stesso per risparmiare.

Direi che questo dovrebbe essere lo schema da seguire in ogni ente pubblico ma anche privato, semplice, chiaro e condivisibile da chiunque.

Dopo i buoni propositi si fa sempre un’analisi della situazione e si può vedere da questa tabella LibreOffice pone delle caratteristiche in più rispetto ai competitor.

Dopo un’analisi di quello che offre il mercato si verifica la situazione interna:

Quindi basandosi sul classico esempio di domanda ed offerta la suite open source copre tutti i parametri e le esigenze del ministero, ma che sono comuni a tutti i richiedenti tale tipologia di software.

Il diario di migrazione inoltre è molto importante ed aiuta di nuovo a far capire come si deve agire in un processo di migrazione.

Mettere l’analisi al primo posto e non la migrazione immediata è importante altrimenti si creeranno solamente ostacoli e problematicità. Dopotutto quando compriamo casa non la scegliamo sul momento ma la visitiamo e vediamo la zona. La stessa cosa si deve fare col software perchè ti accompagnerà negli anni a divenire.

Dopo entra in azione la gestione del progetto (la moglie decide la mobilia e tu li monti) e si invitano gli amici per festeggiare. Nel frattempo si sistema casa comprando gli ultimi arredi e si sistemano le parti elettriche aggiungendo un lampadario o posizionando la tv.

Dopotutto una migrazione software non è tanto diversa ma va eseguita con metodo!

Quindi non possiamo che essere orgogliosi che in Italia ci sia stata una delle più grandi migrazioni europee a LibreOffice.

Articolo 68

In poche parole specifica che le pubbliche amministrazioni devono valutare le varie offerte sul mercato tra cui open source.

Si parla di valutare non comprare ad occhi chiusi!

In un’altra parte si specifica pure che chi realizza software per le PA deve rilasciare il codice sorgente.

Tale articolo è fantastico! Il problema evidenziato nel resoconto ed in altre migrazioni a LibreOffice in Italia è che non ha sanzioni o verifiche quindi come al solito nessuno ci fa caso.

Cosa possiamo fare a riguardo? Oltre a fare promozione, parlare, coinvolgere nuove persone e fare sensibilizzazione?
Fare pressione nelle proprie realtà locali dove c’è sensibilità è uno dei passaggi più immediati.

Il resto del documento

  • Spagna: su GitHub sono disponibili i sorgenti di 11 software  web
  • Territori Baschi: Seguendo la scia spagnola ha aumentato il numero di dipendenti per il settore informatico
  • Estonia: realizzazione di API e rilascio di software open source con collaborazioni con la Finlandia
  • Francia: migrazione a LibreOffice e nuove leggi per la promozione dell’open source
  • Malta: promozione dell’open source
  • Olanda: fac-simile dell’articolo 68 ma più forte e rilascio di software open source
  • UK: open source nella sanità con rilascio ed uso di software
  • Bulgaria: rilascio di software open source
  • Polonia: nuovi sistemi digitali con tecnologie open source in pianificazione
  • Commissione Europea:
    • Policy per i contributi all’open source
    • Tutti i nuovi software saranno ‘open source first’
    • Verifiche di sicurezza dei software open source
    • Migrazione pianificata dei software proprietari in uso

Conclusione

Cercando di non annoiarvi ed invitandovi a leggere tutto il resoconto di 48 pagine troverete molte altre informazioni riguardo alle novità tecnologiche.

Concludo dicendo che quest’anno ha portato molti cambiamenti e novità ma non bastano e quindi cosa possiamo fare?

Continuare naturalmente con le nostre attività ma puntare più in alto deve essere il nostro obiettivo come amanti della filosofia open source che non è per soli tecnici ma anche per chi ritiene che noi cittadini dobbiamo sapere come funzionano i nostri stati e dire la nostra anche in ambito informatico dove vengono gestiti i nostri dati personali.

*Il CAD citato della ricerca dell’Unione Europea è l’edizione del 2013.

Successivamente il CAD è cambiato con il D. Lgs. 26 agosto 2016, n. 179, introducendo piccole modifiche all’art. 68, qui la comparazione tra prima e dopo.
E’ importante notare come, rispetto al passato, l’ultima edizione del CAD introduce all’art 17 la figura del “difensore civico per il digitale” a cui chiunque può inviare segnalazioni e reclami relativi ad ogni presunta violazione del Codice.

Se tali segnalazioni sono fondate, il difensore civico per il digitale invita l’ufficio responsabile della presunta violazione a porvi rimedio tempestivamente e comunque nel termine di trenta giorni.

Il difensore segnala le inadempienze all’ufficio competente per i procedimenti disciplinari.

Tuttavia, è ancora presto per valutare l’effetto reale dell’ultima modifica del CAD, in quanto per essere messo in pratica necessita ancora di regole tecniche.